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PESARO: PATTO AGRICOLTORI-CONSUMATORI PER DIFESA PRODOTTI

Confronto sul valore della filiera agroalimentare all’Istituto d’istruzione superiore “A. Cecchi” promosso da Confcooperative Fedagri Marche

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Un patto tra gli agricoltori e i consumatori affinché nessuno perda la dignità nel produrre un prodotto e nell’acquistare un cibo sano. Hanno condiviso questo obiettivo i soggetti che hanno organizzato il convegno “La filiera agroalimentare un modello virtuoso dal produttore al consumatore”, promosso all’Istituto d’istruzione superiore “A. Cecchi” a Villa Caprile di Pesaro da Confcooperative Fedagri Marche con Adiconsum Marche, Adoc, Federconsumatori e Con Marche Bio.

“L’agricoltura è un tema trattato da tutti e nel parlarne è bene conoscere chi sono gli attori della filiera e capire che a monte di tutto c’è un agricoltore che spesso è l’anello debole del sistema, colui che più soffre – ha detto Patrizia Marcellini, presidente Confcooperative Fedagri Marche -, organizzare l’agricoltura in filiera è un primo passo per garantire un’equa ripartizione del valore aggiunto fino ad arrivare al consumatore che deve essere cosciente di cosa ci sia dietro un prodotto, di quali sono gli attori che entrano in gioco per produrre quel bene che arriva sulla tavola”. Per Marcellini, quindi, “è necessario far conoscere al consumatore il primo anello della catena, l’agricoltore, mettendoli in contatto e cercando di far coincidere le esigenze di ognuno come stiamo cercando di fare con questa iniziativa”.

Un concetto, questo, confermato dall’intervento di Angelo Frascarelli, docente di Politica agroalimentare Università di Perugia. “Lungo la filiera, purtroppo, l’agricoltura conta sempre di meno ed è soggetta ad una forte volatilità dei prezzi – ha detto Frascarelli -, con oscillazioni che interessano tutti i prodotti e che impediscono all’agricoltore di programmare le produzioni”. A questo, si aggiunge la perdita negoziale del settore, con i buyer della grande distribuzione “che, in pochi, fanno il bello e il cattivo tempo” dell’agricoltura. Per dare valori ai prodotti agricoli, ha spiegato Frascarelli, “occorre caratterizzare il prodotto per la sua distintività, per le sue caratteristiche, investendo in innovazione, anche in questo campo, e promuovendo le filiere agricole aggregate in cui il produttore deve essere al centro dei passaggi, dalla coltivazione alla vendita”.

Francesco Varagona, presidente Adiconsum Marche, intervenuto in rappresentanza anche di Adoc e Federconsumatori Marche, ha detto che queste associazioni chiedono “per l’agroalimentare etichettatura e completa tracciabilità del prodotto” e promuovono, con la diffusione delle informazioni, la scelta di “prodotti di stagione, più buoni e più sani, che hanno subìto meno processi di conservazione che spesso portano ad una loro alterazione. La scelta di un prodotto italiano di stagione permette anche di ridurre i trasporti e i passaggi con un risvolto positivo per l’ambiente”. 

Il presidente di Con Marche Bio, Francesco Torriani, ha ricordato come le Marche siano “tra le prime regioni ad aver creato una filiera organizzata nel biologico, che collega il produttore al consumatore”, un comparto che interessa circa il 20% della superficie agricola marchigiana. “Il Consorzio – ha aggiunto Torriani – ha promosso un progetto di filiera marchigiano nell’ultimo Piano di sviluppo rurale coinvolgendo oltre 300 aziende, con una superficie agricola totale di circa 20 mila ettari e un fatturato di 20 milioni di euro”. L’organizzazione della filiera biologica, per Torriani, “deve avere come protagonisti, dal prodotto alla sua trasformazione, gli agricoltori, con l’utilizzo di contratti di filiera, di organizzazioni di produzione e consulenze specifiche per il biologico, in modo da far crescere l’intero sistema”.

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